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LA MORTE IN COLLO di Teresa Bianchi
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Prendimi se ci riesci Non puoi sfuggire lo sai! Io sono la morte. Tutti sanno questa cosa… tu no? Io no, io no, io no. Te lo dico io… vieni qui…. Non mi scappi. Io ho le parole giuste per allontanarti… le parole giuste, quelle vere
trallalero trallalà. Non mi fai ridere, sciocco! Devi morire oggi e basta! Vieni qui non mi far perder
tempo che ho tanto lavoro. Dimentica che tu mi possa portar via così senza combattere, senza prendermi,
senza fatica… E va bene lo hai voluto tu! Ora ti spezzo il cuore in due! Non lo puoi fare, non lo puoi fare… Lo dici tu! Non lo puoi fare perché è già spezzato. Un grande amore mi ha abbandonato… Ti gonfio il fegato e lo spappolo con un dito! Non lo puoi fare, non lo puoi fare…. … perché???? Già logorato e consumato dal lavoro, dallo stress… volatilizzato… Ti blocco i polmoni con una mano! Non lo puoi fare, non lo puoi fare… …. Come …. Come Sono già secchi da quando lo smog ha scoperto la città… io ci vivo in città…
io ci vivo… Ti blocco la circolazione… ti taglio le vene … ti occludo l’aorta! Non lo puoi fare, non lo puoi fare… Ma insomma… Ti disidrato la pelle fino a prosciugare tutta l’acqua che
contiene il tuo corpo. Non lo puoi fare, non lo puoi fare… Santissimo Iddio… che altro ti è successo! L’acqua è finita da lungo tempo e mi disseto solo con la rugiada ed è
rarissima… Ti spezzo le ossa di tutto il corpo così crollerai e… e… Non lo puoi fare, non lo puoi fare… O no e adesso che altro …. Sono un debole, senza midollo, un perdente… non ho mai avuto ossa … mai avuto
ossa. Trallallero trallallà. Basta. Ti chiuderò dentro una scatola così come sei e ti sigillo per sempre!
Dovrai pur morire con il tempo. Non lo puoi fare, non lo puoi fare… Perché, accidenti, perché non lo posso fare! Perché uscirei attraverso la scatola: non hai capito che non esisto, che non
puoi portare via un nessuno, cara morte! ‘Sta storia di nessuno ha già
salvato un tizio che mi sfuggì, tanto tempo fa. Con te non attacca. Ti prendo e basta! Non lo puoi fare non lo puoi fare… Senti, facciamo un accordo…. se ti fai prendere senza fare storie… non ti
faccio soffrire. Non mi interessa. La sofferenza la conosco. Sono abituato, resisto… resisto. Dimmene
un’altra. Ti faccio esprimere un ultimo desiderio! Uhm, un ultimo desiderio?... interessante… posso chiedere qualunque cosa? Qualunque pur di finire questa storia. Voglio morir, se proprio ci vuoi provare, contento… ridendo a crepapelle. Non penso sia così difficile! Ti faccio il solletico, tu ridi e io ti porto
all’altro mondo. Non soffro il solletico. Ti racconto una barzelletta, quella di Pierino. Sentiamo… Pierino a scuola viene interrogato: “quando è morto Garibaldi?” risponde:
“Perché stava male?” E’ vecchia non mi fa ridere. Senti mi hai proprio scocciato. Muori subito o … t’ammazzo! Il corpo cade in terra senza vita. Ah, finalmente! E’ crollato! Morto, finito, che lavoraccio è stato… che
strano però, solo dopo che ho detto “muori subito o t’ammazzo”… che sia una parola magica… magari potrei utilizzarla con
qualche altro soggetto coriaceo come lui. E, se fossi diventato anche un po' “divino”, potrei dire altre parole … per esempio
per farlo resuscitare… come… “abracadabra… alzati e cammina!”. Immediatamente il corpo si rianima e saltella contento. Hai visto hai visto hai visto che non mi puoi far fuori? Sono immortale…
trallallerò, trallallà. E no… ora so che ti posso far fuori quando voglio! Non puoi più. Quando ti ho detto che conoscevo le parole giuste era vero, me le
hai insegnate tu e adesso le userò con te: “muori subito o t’ammazzo!”. La morte crolla in terra. Non se ne poteva più! Sono secoli che lavoro instancabilmente aspettando di
prendere il suo posto. Mi dicevano “lei è una giovane morte promettente” se avessi aspettato ancora… come dice un famoso detto:
“Morte tua vita mea”.
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