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Maria
Signorelli - Una Vita
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Maria Signorelli con alcuni dei Fantocci esposti alla Galerie Gurlitt Berlino (1932)
Articolo di Maria Signorelli dal titolo “La gentile burattinaia” pubblicato da La Stampa l’11 maggio 1963
Nel centenario della nascita di Maria Signorelli dal 15 al 17 novembre 2008 a Roma quanti la ricordano, rendono omaggio alla sua opera
L'omaggio.
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Artista
tra le più rappresentative del Teatro di Figura del '900, Maria Signorelli,
nata a Roma il 17 novembre del 1908, raccolse fin dall'infanzia le molte
suggestioni che le vennero dall'ambiente familiare e dal "salotto"
che suo padre, Angelo, e la madre, Giga Resnevic, appassionata di teatro e
biografa della Duse, tennero per anni nella loro casa.
A vent'anni crea i primi fantocci, sculture morbide, nate da molteplici suggestioni, dal Manifesto tecnico della scultura futurista di Boccioni al Manifesto del tattilismo di Marinetti, ma anche dai manichini metafisici di De Chirico, dalle marionette di Depero, Klee o Alexandra Exter. Questi furono esposti per la prima volta nel 1929 alla Casa d'Arte Bragaglia.
Ad
una successiva mostra alla Galleria Zak di Parigi, presentata da De Chirico,
seguì un lungo soggiorno a Berlino con una nuova mostra alla Galleria
Gurlitt.
Tornata
in Italia, iniziò a collaborare come scenografa con Anton Giulio Bragaglia
al Teatro degli Indipendenti e poi al Teatro delle Arti di Roma. Nel 1934 ideò
assieme a Carle Rende
il Pluriscenio M, un progetto
di teatro dove l'azione poteva svolgersi in contemporanea su sette
palcoscenici, molto apprezzato da Bragaglia e lodato da Marinetti.
Nel
1937, per La boîte à joujoux su richiesta
della cantante Maria Amstad, crea, per la prima volta, delle marionette che
agiranno sul palcoscenico.
Collaborano
attori, pittori, scenografi, compositori, registi (da Lina Job Wertmuller,
Gabriele Ferzetti ad Enrico Prampolini, Ruggero Savinio e Toti Scialoja ad
Ennio Porrino e Roman Vlad a Margherita
Wallmann e Giuseppe De Martino).
Giuseppina Volpicelli
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