Roberto Leydi

Il Cantastorie

home chi siamo rivista   primo piano premio  testi link redazione

 

RoBERTO LEYDI E I CANTASTORIE

 

  

Nei primi anni '50 ha inizio a Milano il percorso di Roberto Leydi nel mondo del cantastorie. Luoghi, date, cantori e musicisti ambulanti, personaggi delle spettacolo popolare fanno parte dalle sue registrazioni oggi conservate presso il Centro di dialettologia e di etnografia di Bellinzona.

Dai suonatori ambulanti incontrati al mercato di Piazza Risorgimento o al vecchio Verziere con le canzonette della musica leggera ("Avanti e indrè", "Lo stornello del marinaio", "Valzer"), a via Moscova con l'esecuzione al violino di "Oi Marì" di un suonatore ambulante mutilato delle mani, ai cantastorie Pierino Bescapé e Angela Vailati con rimbonimento e il loro repertorio di canzoni, fino ad arrivare in via Cagnola... una strada povera e triste formata da quei grigi casoni ringhiera che furono I'ideale dell'edilizia popolare di Milano di cinquant'anni fa, al numero tre abita Edoardo Adorassi, in fondo a un corridoio senza lampadina. La sua carta d'identitd lo definisce, alla voce "professione dichiarata" suonatore ambulante ed è questa ancora Vintestazione della sua licenza, ma in realtà il mestiere di Edoardo Adorassi e ben più nobile e la sua vocazione di inconsapevole artista affonda le sue radici nella pùi antica memoria della nostra civiltà. Inizia così la prima delle inchieste per "L'Europeo" dove Leydi ci presenta la figura del cantastorie nella sua realtà, lontana dall’aspetto folcloristico messo in risalto da molti mezzi di comunicazione, dalla radio alla televisione alla stampa.

Leydi ha poi incontrato anche i cantastorie di altre regioni: nel 1956, in occasione dello spet­tacolo al Piccolo Teatro di Mlano con alcuni cantastorie siciliani, ha l'opportunita di registrare Orazio Strano e Ciccio Busacca protagonisti di un memorabile contrasto.

Nel 1957 e presente al "Primo incontro dei cantastorie" di Gonzaga, dove l'anno seguente registra le esibizioni dei cantastorie milanesi Giovanni Borlini, Edoardo Adorassi, Berto Sequino, Mario Callegari, Pierino Bescapè e Angela Vailati, della famiglia Bampa di Isola della Scala (Verona), di Lorenzo De Antiquis di Forli, di Adriano Callegari di Pavia e dei catanesi Vito Santangelo e Ciccio Busacca (entrambi di Paternò).

Busacca, intervistato anche a Mila­no nel 1964, fu invitato da Leydi nel 1972 al "Laboratorio di musica popolare" dell'Autunno Musicale di Como insieme ai figli Concertina, Giuseppina e Paolo. Alcune esibizioni dei cantastorie alla "Sagra Nazionale" di Grazzano Visconti (Piacenza) del 1960 sono raccolte nel disco "Italia Canta", "I Cantastorie, vol. 1°, Italia settentrionale", primo di una collana che purtroppo non ha avuto un seguito.  

Nel 1963 e a Palermo dove intervista Peppino Celano e registra un episodio dell' Opera dei pupi con l'accompagnamento del piano meccanico e un brano di recitazione del cunto. Numerosi sono poi i documenti sonori raccolti durante le Sagre dei cantastorie a Piacenza (1970) e Bologna (1972 e 1974)

Importante e, inoltre, la presenza dei cantastorie in trasmissioni televisive e radiofoniche curate da Roberto Leydi. Per la Radio RAI ricordiamo il programma del 1967 "Storie, canti e cantastorie" con testi eseguiti dai milanesi Brivio, Borlini, Callegari Mario, Adorassi, Sequino, dai pavesi Callegari Adriano, Cavallini Antonio, Cavallini Vincenzina e dai siciliani Busacca, Celano e Orazio Strano.

Per la trasmissione "Enciclopedia TV" della R.S.T.V., "Gli ultimi cantastorie" con Antonio Ferrari, Adriano Callegari e Angelo e Vincenzina Cavallini. Per quel che riguarda la discografia, oltre al già citato LP dedicate alla Sagra di Grazzano Visconti del 1960, il disco della collana Documenti della cultura popolare della Regione Lombardia, "I protagonisti: i cantastorie di Pavia", Albatros VPA 8341 RL (1977).

Roberto Leydi, uno dei piu impegnati fondatori e sostenitori della moderna disciplina dell'etnomusicologia italiana, è stato certamente 1'unico a non emarginare la figura del cantastorie ma a considerarne rimportanza culturale nel campo del mondo popolare anche nei suoi numerosi lavori dedicati alla musica popolare.

Seguono alcuni scritti tratti dalle opere di Roberto Leydi riguardanti i cantastorie